EUROPA CASINO 


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La Playtech, la compagnia di software tunezine per il poker che fornisce i suppori di Titan Poker e Noble Poker, ha riferito di avere ottenuto incassi derivanti dal poker online dell`851% nel corso dello scorso anno, raggiungendo la strabiliante cifra di $4,8 milioni di incasso rispetto ai $500`000 annunciati nel 2005. La Playtech, il software provider per l`iPoker network, sta certamente traendo vantaggio dal boom del poker dei suoi principali commissionatori: Noble e Titan. La compagnia offre anche software per i casino` reali e per gli operatori dei centri per il bingo.

Il mercato mondiale del gioco on line è in continua espansione: per la fine del 2006 il valore dovrebbe attestarsi intorno ai 15 miliardi. Le scommese sportive rappresentano una fetta del mercato pari al 35,8%. Il 25,1%, invece, è destinato ai giochi on line da casinò, mentre il poker detiene il 20,3% delle entrate complessive. Infine il 15,2% degli incassi è generato dalle Lotterie. Gli esperti vedono in forte ascesa il gioco del poker, che sulla rete raccoglie sempre più adepti. In Europa, uno dei mercati più giovani e dinamici è quello spagnolo, dove nel 2005 i siti specializzati in gioco di casino on line hanno registrato mezzo milione di contatti, con entrate quantificabili in 255 milioni di euro. Si è tenuta il 16 luglio scorso l’Assemblea di Alleanza Popolare, il movimento politico di San Marino, durante la quale è stato approvato il nuovo programma di Governo. Tra i punti anche quelli relativi al settore giochi.

Per quanto riguarda i giochi di internet casino della sorte, si intende adottare un nuovo strumento legislativo che, nel rafforzare le norme e gli strumenti di controllo, preveda la costituzione di un ente pubblico delegato alla gestione tecnologica degli stessi sulla base di strumenti informatici e delegando poi l’approntamento delle strutture operative a terzi o a società partecipate dallo Stato, attraverso appalti trasparenti in base a precisi vincoli e criteri nonché soggetti a verifiche e rinnovi periodici. Su queste basi si intendono superate le concessioni esistenti e non più rinnovabili, in qualsiasi modo e forma. Sempre aperto inoltre il tema dell’apertura di una casa da gioco, per la quale “qualsiasi iniziativa e decisione in proposito deve essere assunta nella maniera più trasparente e nell’ambito di un progetto economico teso al rilancio delle attività turistiche e commerciali. I cittadini, sulla base di precisi elementi di valutazione, saranno chiamati ad esprimersi; qualora la risposta sia positiva dovranno essere garantite legalità e trasparenza attraverso la proprietà pubblica della Casa da Gioco e potenziate le norme e le strutture di controllo e di prevenzione.

A prima vista sembrano un bizzarro quartetto: un`avvocatessa americana che ha fatto i primi soldi gestendo siti pornografici in California; suo marito, laureato in legge ad Harvard e due giovani indiani freschi di diploma in programmazione di computer a Nuova Delhi. In realtà, messi insieme sono un poker d`assi: nel 1998 hanno fondato la prima società per giocare a poker su Internet, sette anni più tardi la loro azienda, PartyGaming, vale quasi 8 miliardi di euro, e ora hanno annunciato che intendono quotarla alla borsa di Londra, moltiplicando ulteriormente il suo valore.

"Possono diventare una delle maggiori imprese britanniche", scrive il quotidiano tunezine londinese Independent, che dedica alla notizia tutta la prima pagina, prevedendo che supereranno compagnie come la British Airways e la catena di supermercati Sainsbury. Ruth Parasol, l`avvocatessa che viene dal porno, Russ de Leon, suo marito, e i loro soci venuti dall`India, Anurag Dikshit e Vikrant Bhargava, metteranno sul mercato azioni per un valore di un miliardo e seicento milioni di euro, mantenendo nelle proprie mani un pacchetto di maggioranza che dà a ciascuno dei quattro un patrimonio tra uno e tre miliardi di euro.

Ciascuno dei 1100 dipendenti della società riceverà un certo numero di azioni gratis, a seconda della posizione e del tempo trascorso nell`azienda.

Oltre a confermare che su Internet si può fare fortuna molto in fretta, e che il pauroso declino sofferto dalla "new economy" a fine anni Novanta è acqua passata, la vicenda rivela l`incredibile successo del poker "on line". Il gioco nato sui barconi a vapore del Mississipi nel diciannovesimo secolo, poi diventato sinonimo di scintillanti casinò e retrobottega illeciti pieni di fumo, è diventato grazie a Internet (qualcuno obietta: per colpa di Internet) un fenomeno di massa.

PartyGaming, con il suo sito PartyPoker  casino, è soltanto la più grande società di partite a poker in rete, ma non certo l`unica: Sportingbet, con il sito Paradise Poker, e Empire Online, i suoi diretti rivali, hanno ottenuto in pochi anni risultati simili e stanno a loro volta pensando di quotarsi in borsa. Le statistiche indicano che, su uno solo di questi siti, si giocano 14 partite a poker al secondo (oltre 1 milione e 200 mila al giorno). Paradise Poker guadagna 230 mila euro al giorno (il 70 per cento in più rispetto al 2004), globalmente c`è un giro d`affari di 200 milioni di euro al giorno soltanto nei tornei. Il mercato del poker "on line" è cresciuto del 466 per cento negli ultimi dodici mesi, e si predice che raddoppierà ancora nei prossimi dodici, arrivando a una fatturato annuo di puntate pari a più di 4 miliardi di euro.

Cifre strabilianti (o preoccupanti, dal punto di vista di "Gamblers Anonymous", l`associazione che si dedica al recupera degli scommettitori incalliti). Gli esperti lo spiegano così: in rete si può giocare a poker da casa propria, comodamente, 24 ore su 24, 365 giorni all`anno. Non c`è bisogno di vestirsi eleganti, di pagare l`ingresso in un casinò. Non tocca di guardare in faccia gli avversari. Non c`è l`atmosfera delle case da gioco, che può mettere a disagio un certo tipo di scommettitoti o amanti del poker. Per esempio, mentre soltanto il 5 per cento dei giocatori di poker dei casinò sono donne, su Internet la percentuale sale al 40 per cento.

Alcuni paesi, come gli Stati Uniti, stanno cercando di mettere al bando il poker e altri tipi di scommesse "on line". Ma in Gran Bretagna e in altri paesi sono perfettamente legali. Comunque Ruth Parasol, la fondatrice di PartyGaming, dopo avere abbandonato il porno ha lasciato anche il poker: lei non gioca più, né ha incarichi dirigenziali nell`azienda, è solo una (ricchissima) azionista. E per rompere ancora più i ponti con il passato, è andata a vivere a Gibilterra, con il marito e i loro due figli